COMMENTI DEI LETTORI (CRISTIANA CIRILLI) 5

Raramente ho ricevuto recensioni così accurate, analitiche e ben scritte sui miei lavori.
Per questo ringrazio sentitamente Cristiana Cirilli, insegnante d’italiano. Ci siamo dapprima conosciute tramite un social network e poi lei è stata così gentile da partecipare alla mia prima presentazione in assoluto de “La luce giusta cade di rado”.
Grazie ancora!

“Giovane e di talento la Saracino. Reale, avvicinabile, vera. Questa la prima impressione della scrittrice pugliese ricavata dalla presentazione del suo terzo romanzo “La luce giusta cade di rado” tenutasi presso la libreria “Il Grillo Parlante” di Chiaravalle sabato 1 febbraio a Chiaravalle, introdotta con la consueta, sorniona e lungimirante pacatezza da Enrico Guida.

PICCOLA La luce giusta cade di rado - copertina
La luce giusta cade di rado

Doti tutte quelle elencate intuite nella Saracino che ho ritrovato nella lettura del suo terzo romanzo “La luce giusta cade di rado”. La freschezza e l’immediatezza della giovinezza dell’autrice si ritrova nel lessico immediato, colorito, anche di strada, volutamente scevro di letterarietà, ma anche nella fresca e tormentata impudicizia di alcune scene erotiche che solo una penna giovane può scrivere senza scendere davvero nella volgarità e senza tradire davvero il proprio pudore, poiché la descrizione dell’erotismo anche più impudico trova comunque giustificazione nell’animo giovanile della scrittrice quale giustificazione esistenziale del disagio di una giovane donna la cui normalità è preclusa dalla sua stessa condizione di figlia segnata dalle scelte e dalla condotta di un padre, nonché di sorella, nume tutelare del suo stesso ego riflesso, ovvero della gemella imprigionata nel suo mondo dall’autismo.
Quel che più sorprende dello stile della Saracino e che ne costituisce la cifra però è la propensione alla metafora e dalle metafore emerge sotterranea l’autrice, il lessico si innalza a scoprire la profondità della narrazione, di una vicenda familiare in cui ognuno dei personaggi è un concentrato di segreti e ferite, di soluzioni non riuscite alla propria fragilità esistenziale, all’esposizione alla realtà. La narrazione s’ incentra sull’inesorabile dramma dell’affiorare delle verità esistenziali dei tre fratelli Molinari e di chi li circonda, le cui cicatrici nascoste li espone ad ulteriori ferite che rischiano di farne delle saponette usate che per l’usura mostrano delle fessurazione simili a quelle saponette viola la cui consunzione turbava tanto l’animo della gemella autistica di Asia, Emma.
La capacità di affabulare non manca di certo all’autrice che snoda la narrazione in sequenze quasi cinematografiche di punti di vista in cui il filo rosso narrativo è dato da tematiche fondanti l’esistenza e la società contemporanea: la diversità declinata in termini di omosessualità, di disabilità, l’omofobia, l’apparente levità degli intrecci amorosi, cui fa da contrappeso la pesante e dannata serietà degli stessi, la manipolazione e l’invadenza distruttiva dei media nella vita individuale.
In tutto ciò si dipana con grande evidenza e con sapiente misura sino alla fine del romanzo il problema del rapporto dell’individuo con la sua verità esistenziale, cosicché, se è vero che la luce giusta cade di rado, illuminando le verità esistenziali di Asia, Emma e Thomas, che da questa luce vengono sopraffatti e tratti fuori dal cono d’ombra del loro non detto e dei loro pregiudizi, appare altrettanto vero che questa sovraesposizione alla luce deve trovare, attraverso la scoperta intuitiva di legami più profondi con l’esistenza, in una dimensione quasi rituale che custodisce gli affetti. come rappresentata dal gesto finale istintivo e salvifico di Emma di deporre le sue preziose statuette di Baldassare a presidio della vita del fratello, la capacità di attenuarsi, quasi di spegnersi per consentire il prosieguo dell’esistenza, dopo il disvelamento e il dolore. E l’esistenza a venire allora sorriderà, forse, o forse no. Chiusa in sé stessa, nel suo divenire, nella sua inconoscibilità profonda, nella sua incomprensibilità, come la gemella autistica Emma, la vita di quel domani che verrà conserva, nonostante un gran tentazione di annientamento di fronte alla fine dell’oggi e delle sue illusioni, comunque il suo valore.
Cristiana Cirilli”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...